Il bosco della Besozza a Pioltello
Nel 2000, la Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia convocò le province dicendo loro:
"Ci piacerebbe realizzare dieci grandi foreste di pianura ma per ora non ci sono i fondi. Se avete voglia e fiducia, potreste iniziare a cercare nella vostra provincia aree di almeno 20 ettari da forestare".
La Provincia di Milano scrisse a tutti i Comuni e individuò 15 possibili aree che, apparentemente in modo casuale, erano tutte equidistanti e a pochi chilometri dal centro di Milano: si collocavano in quella fascia subito a ridosso dalla città metropolitana, dove la campagna cede il posto alle infrastrutture e alle nuove edificazioni.
Le aree indentificate furono inserite nel Piano di Indirizzo Foresatale della Provincia di Milano, che costituisce specifico piano di settore del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.
Per valutare i progetti, venne creata una griglia che prendeva in considerazione aspetti come: la disponibilità dei terreni, l'inserimento sulla rete ecologica provinciale, l'interesse paesistico, l'ampiezza e la compattezza dell'area.
Il comune di Pioltello possedeva un area con tutti i requisiti per essere finanziata e subito realizzata. La Regione reperì i fondi ed il progetto che sembrava una lontana illusione, diventò realtà.
Venne stipulata una convenzione tra la Provincia di Milano che è l'ente beneficiario dei fondi ed effettua la verifica tecnico-amministrativa, il Comune di Pioltello proprietario dell'area e l'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e Foreste (ERSAF) progettista e realizzatore materiale dell'opera.
Il 7 marzo 2003 iniziò la realizzazione del Bosco della Besozza nel comune di Pioltello, per un'estensione di 37 ettari, per un importo di € 1.900.000,00.
Sono state messe a dimora 41.600 piante autoctone, realizzando un bosco di tipo naturaliforme, simile alla foresta planiziale che caratterizzava la pianura padana (Querco-carpinetum boreoitalicum).
Si è attuata la costruzione di un "ganglio primario" della rete ecologica provinciale, che possiede le caratteristiche di "area sorgente", cioè di ecosistema qualitativamente idoneo a garantire lo sviluppo e la conservazione di popolazioni animali e vegetali in grado poi di diffondersi sul territorio circostante.
Sono state recuperate due teste di fontanile e si sta attuando la rinaturalizzazione dei canali irrigui. E' stata realizzata un'area umida dove ricreare un sistema simil-palustre ed un percorso didattico in modo da consentire lo svolgimento di laboratori all'aperto e visite guidate.
Sono state quindi create tre aree distinte caratterizzate da una differente vocazione funzionale:
- area destinata ad una fruizione intensiva;
- area didattico-agricola;
- area a vocazione naturalistica.
Dopo questa prima "grande foresta di pianura", presto verrà realizzato un secondo progetto nel comune di Milano vicino all'Abbazia di Chiaravalle, che ha già ottenuto il finanziamento, per un importo di € 2.494.439,11.
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