Produzioni
Provincia di Milano - Agricoltura
Malattie della vite

I giallumi
I giallumi della vite sono malattie molto frequenti nei vigneti e sono causati da fitoplasmi, microrganismi simili a batteri ma di dimensioni leggermente inferiori e privi di parete.
Due sono i principali giallumi che interessano la vite: la Flavescenza dorata (FD) e il Legno nero (LN).
La prima è una grave malattia epidemica, mentre la seconda ha un comportamento di tipo “endemico.”

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Monitoraggio dei giallumi della vite e dei loro vettori nel territorio di San Colombano al Lambro
Il Piano operativo annuale relativo all'area vitivinicola di competenza della Provincia di Milano è stato attivato nel 2000 in base alle linee definite a livello regionale per l'attività di monitoraggio della Flavescenza dorata e del suo vettore e, secondo quanto stabilito dal D.M. del 31-5-2000.

Piano operativo provinciale 2007
L'attività di monitoraggio nel territorio di San Colombano al Labro si è svolta essenzialmente nelle seguenti direzioni:

  1. Monitorare gli insetti vettori mediante campionamenti visivi sulle foglie e utilizzando le trappole cromotropiche. Prime considerazioni sul rilevamento di nuovi insetti vettori di recente diffusione nel territorio.

  2. Valutazione dei tempi di esecuzione dei trattamenti obbligatori.

  3. Monitoraggio delle viti con sintomi tipo FD e LN.

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I sosia dei giallumi della vite e dei loro vettori
Nel monitorare i giallumi della vite bisogna prestare particolare attenzione quando si effettuano i campionamenti dei sintomi e il prelievo delle viti per le analisi molecolari (PCR e RFLP), perché i sintomi possono essere confondibili con altre fisiopatologie di natura virale, fungine, carenze nutrizionali e di natura entomologica.
Inoltre, gli stessi vettori della Flavescenza dorata e del Legno nero presentano dei sosia confondibili, rilevabili durante i campionamenti fogliari oppure, catturati con le trappole cromotropiche.

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CONCLUSIONI
Per contrastare i giallumi della vite e i loro vettori sono necessarie misure di prevenzione e difesa tempestive e capillari su tutta la collina di San Colombano al Lambro mediante:

  1. Utilizzo di barbatelle sane per i nuovi impianti, secondo il D.P.R 1164 del 24/2/1969
    (devono avere il passaporto delle piante).

  2. Estirpazione tempestiva delle viti malate (i sintomi di FD e LN non sono distinguibili), potare delle parti infette e non ben lignificate, ed effettuare la spollonatura. Può essere utile la distruzione tramite bruciatura dei residui di potatura per eliminare le uova svernanti di S. titanus.

  3. Se si estirpano le piante infette, è prudente attendere almeno un anno prima di sostituire le fallanze, per accertarsi che le piante rimaste non siano infette.

  4. Eseguire i trattamenti fitosanitari obbligatori contro il S. titanus: il 1° trattamento deve colpire le forme giovanili della cicalina prima che queste possono trasmettere la malattia (circa 35 giorni dopo la schiusura delle uova, attorno alla metà giugno); il 2° trattamento contro gli adulti (20-25 giorni dopo, facendo coincidere con il trattamento per le tignole della vite). Non trattare durante la fioritura della vite e curare lo sfalcio della vegetazione spontanea in fiore presente nel vigneto.
    Si raccomanda inoltre di intervenire con i trattamenti anche nei vigneti senza sintomi apparenti, avendo cura di trattare tutti i filari e di bagnare bene la vegetazione, compresi i polloni, con adeguati volumi d’acqua (almeno 10 hl/ha).

  5. Per le aziende biologiche sono ammessi prodotti a base di piretro naturale (secondo il Reg. CEE 2092/91): piretrine, piretrine + piperonil butossido contro le forme giovanili e gli adulti.
    Per ottenere i migliori risultati bisogna bagnare bene la vegetazione, non usando acque torbide e controllare il pH dell’acqua (meglio se sub–acido).
    Trattare nelle ore serali e ripetere il trattamento in funzione della presenza dell’insetto vettore.

  6. Prestare particolare attenzione alla presenza di piante erbacee come l’ortica, il convolvolo e il vilucchio all’interno e nelle vicinanze dei vigneti.
    Limitare il più possibile gli interventi di controllo delle erbe infestanti nel periodo estivo, con interventi non oltre la metà di giugno per contrastare lo sviluppo delle forme giovanili e ultimo intervento entro i primi di luglio, per non interferire durante i primi voli degli adulti. Solo successivamente, a fine estate-inizio autunno con un intervento mirato tipo diserbo totale (meccanico e/o chimico), si andrebbero a colpire le forme giovanili svernanti tra le radici.