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Anche quest’anno
la Provincia intende approfondire e mettere in discussione, con la seconda
edizione della rassegna “Conformismi Anticonformismi”, i
contrasti e le diversità di un secolo, come il Novecento, su cui è ancora
necessario ragionare.
Conduttori e ospiti degli incontri in programma si confronteranno sul rapporto
tra conformisti e anticonformisti, attraverso le pagine di scrittori non
di rado finiti sotto oblio. Sono sei pensatori che ci fanno ancora pensare,
scelti in ambiti apparentemente disparati ma, in realtà, legati da
un filo conduttore: l’avversità nei confronti della banalità,
della conformità obbligata e della retorica di ogni tempo.
Il tutto partendo dalla necessità di rileggere la storia del secolo
passato attraverso le opere e gli interventi di:
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| Martedì 21 ottobre |
ore 21.00 |
| Benedetto Croce |
| “Or quella che si suol
definire libertà giuridica e formale è, se ben
si consideri, nient’altro che la libertà pura
e semplice, vera e propria, nella sua schiettezza di principio
morale, l’unica libertà” |
| dal libro “La Religione
della Libertà” (ed. Rubbettino) |
| Intervengono
Giulio Giorello e Girolamo Cotroneo |
Benedetto Croce (1866 – 1952) è uno
dei pochi filosofi italiani che nel ‘900 si è distinto
nel panorama culturale europeo.
Egli pensò la libertà senza farne un simbolo
sterile, offrendo al contrario un spazio teorico in grado di
ospitare il vivere sociale ma anche di misurare quello politico
e giuridico.
La libertà con Croce è libertà interiore
dove la morale è protagonista senza la quale la libertà giuridica
ed economica appare priva di senso. |
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| Martedì 28 ottobre |
ore 21.00 |
| Giovanni Testori |
| “Il grido non fu “il
mio regno
per un cavallo”, bensì “il mio cervello
per un posto”; e i posti sono stati
distribuiti; non bastando i già esistenti, se ne sono creati di nuovi” |
| dal libro
“La Maestà della vita” (ed.
Biblioteca Universale Rizzoli) |
| Intervengono
Franco Branciaroli e Luca Doninelli |
Giovanni Testori (1923 – 1993)
ha rappresentato una cultura diretta a dimostrare la decisiva
presenza della parola nella vita dell’uomo. Non solo.
Combatté anche per sostenere il senso sacrale del corpo,
come movente di un rapporto con l’altro, con il prossimo.
In Giovanni Testori la relazione tra etica e libertà riconquista
una scena scandalosa dove i suoi testi ancora oggi provocano
imbarazzo perché toccano i nostri pregiudizi e feriscono
tanti luoghi comuni. |
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| Martedì 4 novembre |
ore 21.00 |
| Renzo De Felice |
| “Lo sforzo deve essere
quello
di emancipare la storia dall’ideologia,
di scindere le ragioni della verità storica
dalle esigenze della ragion politica” |
| dal libro
“Rosso e Nero” (ed. Baldini & Castoldi) |
| Intervengono
Paolo Mieli e Mario Cervi |
| Renzo De Felice (1929 – 1996) studioso
contestato e contrastato che, quasi paradossalmente, non è stato
ancora del tutto studiato. Storico revisionista, uomo complesso
il cui pensiero fu tuttavia niente affatto complicato, che
anzi mise chiaramente in luce l’ambigua e ambivalente
identità italiana attraverso una storia “strana” perché libera
del contingente. Renzo De Felice è ancora oggi un punto
di riferimento per un dibattito pubblico laddove si voglia
alzare quello spesso velo di ipocrisia che ancora copre l’esperienza
storica. |
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| Martedì 11 novembre |
ore 21.00 |
| Ernesto Rossi |
| “…contro la tirannide:
l’unica garanzia contro di essa
sta nelle coscienze,
e nella volontà dei cittadini.” |
| dal libro
“Abolire la Miseria” (ed. Laterza) |
| Interviene
Quirino Principe |
Ernesto Rossi (1897 – 1967) uno dei dimenticati
e diseredati intellettuali europei.
Europei, lui e Altiero Spinelli lo furono davvero: fondatori,
con il Manifesto di Ventotene, di un’idea dell’Europa
nemica delle corporazioni economiche e delle convenzioni burocratiche.
Ernesto Rossi è stato inoltre un pensatore scomodo per
la sua solitaria battaglia contro lo statalismo in campo sociale
e delle sue perverse implicazioni in seno alla solidarietà pubblica. |
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| Martedì 18 novembre |
ore 21.00 |
| Achille Campanile |
| “È stata scoperta
e inventata la
televisione, ma non è stato ancora
scoperto il modo di usarla” |
| dal libro
“La televisione spiegata al popolo” (ed.
Bompiani) |
| Intervengono
Aldo Grasso e Andrea Pamparana |
Di Achille Campanile (1899 – 1977) non è sufficiente
godere dell’ironia tagliente in campo narrativo.
Appare invece più necessario (e urgente) cogliere la
sua capacità, originalissima, di sfidare la banalizzazione
del linguaggio, la sciatteria della comunicazione. Sembra quasi
che Achille Campanile abbia intuito il rischio dell’omologazione
culturale, intuizione profondissima, giacché vissuta
all’interno del mondo dei media.
Tuttavia, il lato comico di Campanile ha prevalso sul lato
intellettuale: ricco e, purtroppo, raro esempio di critica
costruttiva e corrosiva agli italici costumi. |
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| Martedì 25 novembre |
ore 21.00 |
| Giorgio Gaber |
| “Vive e questo già gli
basta e devo
dire che oramai somiglia molto a tutti
noi il conformista. Io sono un uomo
nuovo talmente nuovo che si vede a
prima vista sono il nuovo conformista” |
| dal libro
“Parole e Canzoni” (ed. Einaudi) |
| Interviene
Massimo Bernardini |
Giorgio Gaber (1939 – 2003): ovvero quando
la musica provoca e partecipa al cambiamento sociale.
Giorgio Gaber ha prodotto, dietro ai sorrisi che hanno suscitato
le sue mirabili canzoni, anche la consapevolezza di come la
musica leggera non sia affatto “leggera” quando
le parole pesano perché piene di verità.
Giorgio Gaber di conformisti se né intende non fosse
altro perché all’argomento ha dedicato perfino
un’omonima canzone, in cui pare quasi avanzato un sospetto:
il conformista c’è ma si maschera.
Il suo nome? È l’anticonformista. |
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Tutti gli incontri sono ad ingresso libero fino ad
esaurimento posti.
Moderatore e curatore della rassegna Massimiliano Finazzer
Flory.
Sarà presente Paola Iannace,
Assessore
alla cultura e beni culturali della Provincia di Milano. |
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