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Collana: "Gente di Milano"
Osvaldo Cavandoli. Un artigiano dell'umorismo
di Daniela Trastulli
Milano, 2000,
27 min.
Capita in alcuni pomeriggi di sole che l'ombra dell'antenna della Rai
arrivi a lambire la via Prina come una meridiana. La linea d'ombra va a
segnare la strada dove un autore geniale ha creato un'altra linea, che,
proiettata su uno schermo, si muove a tracciare i contorni di personaggi
e situazioni raccontando storie intriganti e curiose. L'autore si chiama
Osvaldo Cavandoli, e il video firmato da Daniela Trastulli lo racconta in
un'intervista che è un po' la storia del cinema d'animazione italiano
dagli anni Quaranta ai nostri giorni.
Il disegno e la manualità sono le sue grandi doti e le sue risorse.
Dal
1936 al 1940 è disegnatore tecnico dell'Alfa Romeo. Sopravvive alla
guerra collaborando con una cartoleria in Galleria, ma il pane buono per
i suoi denti lo trova lavorando con Nino e Toni Pagot a I fratelli
Dinamite, il lungometraggio che meriterebbe una riscoperta e un
rilancio per la modernità, le stravaganze, l'intelligenza surreale, e che,
come è accaduto alla quasi totalità del cinema d'animazione italiano,
resta per il pubblico un oggetto misterioso.
Cavandoli ha avuto invece una "sfortuna" diversa.
Critici e pubblico
hanno apprezzato l'originalità e la duttilità della linea, ammirato la
comicità diretta del personaggio, nel quale sono riconoscibili le qualità e
i difetti tipici di ogni essere umano, e i suoi contrasti con la mano che lo
disegna e lo cancella imponendogli trabocchetti fatali.
Nella realtà, per la linea e il suo autore, fatale è stato Carosello.
Prima c'era stata una laboriosa stupenda parentesi nel campo del
cinema a pupazzi pubblicitario.
E qui che emerge in piena luce la
poliedrica abilità dell'autore: il video mostra la cura con cui sono
rielaborati Pinocchio, Geppetto, Cappuccetto Rosso, il lupo, e, accanto
ai protagonisti delle favole, i personaggi tipici del western, in un
universo lillipuziano di pupazzi carichi di espressività e animati con
straordinaria maestria: piombo e gommapiuma per fare qualcosa di
diverso.
Massimo Maisetti
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