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Gente di Milano » Gillo Dorfles
Collana: "Gente di Milano: storie, volti e figure della cultura milanese contemporanea"
Gillo Dorfles Attraverso il tempo attraversato dal tempo…
di Francesco Leprino
Milano, 2006-2007 - 55 min.

Fotografia dell'artista

Conversazioni con
Gillo Dorfles, Francesca Alfano Miglietti, Aldo Colonetti, Arnaldo Pomodoro, Lea Vergine

Produzione: Al Gran Sole – Provincia di Milano
Interviste a cura di Vannetta Cavallotti e Francesco Leprino

Conosco Gillo Dorfles da molti anni. Un’amicizia consolidata dal comune interesse per la musica, da una comune sensibilità estetica, e da una reciproca stima che mi ha grandemente onorato.
Con l’amica scultrice Vannetta Cavallotti abbiamo cominciato, quasi  per gioco e senza una finalità, una lunga videointervista, allora non ancora finalizzata, durata oltre un anno. Un’intervista sulla sua personalità biografica, professionale e artistica, sui suoi rapporti con i grandi del Novecento con i quali è venuto a contatto.

Le interviste sono state riprese a Milano, nella sua casa e nei “suoi” luoghi (Università Statale, PAC, Gallerie d’arte), quindi a Genova, città della sua infanzia e a Torino, con i ricordi del periodo militare.
Nell’ultimo periodo abbiamo esteso le interviste ad altre voci che parlassero di Dorfles: lo scultore Arnaldo Pomodoro, i critici d’arte Lea Vergine e Francesca Alfano Miglietti, il direttore dell’Istituto Europeo di Design Aldo Colonetti.

La figura di Dorfles è stata ripresa nella sua quotidianità e mentre coltiva la sua passione (ex)clandestina: la pittura. Ne è venuta fuori una personalità incredibilmente rappresentativa del secolo scorso, che fa di Gillo Dorfles non solo un testimone attento, un critico severo e ironico del costume e dell’arte, ma anche un persona capace di interessarsi agli altri con passione, pudore, eleganza e stile. Ho conosciuto l’uomo, e come tale l’ho interrogato.

Del teorico e dell’artista avevo idee per sentito dire. Mi è piaciuto che il teorico e l’artista man mano prendessero forma ai miei occhi partendo dall’uomo, un uomo che schernendosi, censurandosi nel privato, racconta il mondo e, non avvedendosene, racconta profondamente di sé. Quest’uomo apparentemente freddo, attratto da tutto ciò che è freddo (i gelati, l’acqua da bere quasi ghiacciata, la neve della montagna...) rivela un nucleo di fuoco incandescente, contenuto e dominato senza sforzo con la classe dello schermitore, col distacco del ballerino classico, per il quale anche la più piccola caduta di stile equivale a un affondo di spada, a uno scivolone sul palcoscenico.
Una classe d’altri tempi, verrebbe da dire, se non fosse che questi tempi sono i suoi tempi, come lo erano i primi decenni del secolo scorso, proprio perché Gillo Dorfles il tempo lo ha attraversato e ne è stato dialetticamente attraversato, come una grande spugna, causando una sorta di relatività spazio-temporale che immunizza dallo scorrere del tempo, come accade ad Achille che non raggiungerà mai la tartaruga.
Forse in virtù di questo, Dorfles osserva con adolescenziale candore e curiosità l’ultimo fenomeno del rock, l’ultima tendenza della moda come l’ultima formula di ardita avanguardia artistica.

La stessa golosa curiosità attira il suo sguardo sui cappelli e le scarpe come sulle vetrine delle pasticcerie, sedotto dalle leccornie che fanno colpo di solito sui bambini.
Dorfles sfugge così ai “monumenti”: “L’aere perennius andava bene per Mecenate e per i monumenti romani”, scrive, quindi “vive con felicità quella perdita di un centro che è stata vissuta dai contemporanei come una tragedia” (Sanesi).
Come se volesse schernirlo, Gillo Dorfles gioca a scacchi con il tempo, e gli dà scacco. Proprio perché non vuole vincere col tempo: e non si può sconfiggere qualcuno che non vuole vincere!

Francesco Leprino

Il catalogo della filmografia di Francesco Leprino sarà presentato alla
Fondazione Mazzotta, con ospiti e proiezioni, mercoledì 28 maggio 2008 alle ore 19.30.

Immagine
 
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