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Gente di Milano » Vico Magistretti

Collana: "Gente di Milano"
Maestria come Magistretti
di Paolo Castelli e Patrizia della Porta
Milano, 2000

Fotografia dell'artistaIl lavoro e la ricerca di Magistretti hanno attraversato e segnato, dagli anni '40 fino ad oggi, la storia del design italiano. Ben 15 delle sue creazioni di design (lampade, sedie, poltrone, divani, tavoli, letti,...) fanno parte della collezione permanente del MOMA (Museum of Modern Art) di New York. Anche il lavoro di Magistretti come architetto è oggi oggetto di una interessante investigazione.

La continua ricerca, nel campo del design e della cultura progettuale, hanno spinto Magistretti a sperimentare materiali e tecnologie (plastica e derivati...), soluzioni spaziali (il tema dell'impilabile e del trasportabile, ad esempio), forme e figure dell'oggetto sempre nuove e lontane, spesso, nella loro essenzialità e rigore, dalle mode e dalle formule che hanno attraversato gli ultimi 50 anni. Nel design di Magistretti siamo di fronte al massimo di concettualità, nel senso che il 'buon design' è tale solo se è in grado di trasmettere dei concetti, anche matematici, geometrici.

Concetti complessi che, all'atto pratico, risultano semplici, improntati di semplicità. (Attilio Marcolli Designer italiani, Idealibri pp.197) La vicenda creativa ha portato Magistretti a collaborare e a interagire con le più importanti aziende di design sia italiane (spesso lombarde) che straniere: Cassina, Artemide, O-Luce, B&B, DePadova, Knoll International, Alias, Rosenthal, Habitat,... I nomi delle sue creazioni di design compongono un universo immaginario (fiabesco ed evocativo)...eppur reale (poiché di oggetti di uso comune si tratta) presente nelle case di molti italiani, anche se spesso reso anonimo dalle funzioni che rivestono: la lampada Omega, la sedia Selene, la poltrona Simbad, i cassetti e contenitori Samarcanda, l'applique Mania, il letto Andrej, la lampada Slalom, il letto Nathalie, la lampada Atollo, la sedia Golem, il tavolino Amaja, ...

Nel concept design di Magistretti si intrecciano, forse, quelle categorie così ben indagate da Italo Calvino nelle sue fondamentali Lezioni americane: leggerezza, rapidità, esattezza, molteplicità, visibilità. Il video-ritratto Maestria come Magistretti tenta di restituire l'intensità e la densità del lavoro di Magistretti, di sottolineare la sua costante riflessione teorica sulla progettazione, di cogliere e trasmettere l'essenza e l'emozione degli oggetti da lui creati, di 'rubare' la forza vitale del suo argomentare, di condensare in trenta minuti un universo di riferimenti, di forme, di suggestioni difficilmente imprigionabile.

Come nel caso del video dedicato a Munari ancora una volta per gli autori si è trattato di un incontro con un altro maestro zen, un maestro che apre la porta (come nel prologo del video) ma è l'allievo che deve entrare, concentrarsi e riuscire a mandare la palla in buca (metafora del golf) ovvero cogliere l'essenza di uno sguardo diverso ('meta') sulle cose e sul mondo.

di Paolo Castelli e Patrizia della Porta


Gli autori
Paolo Castelli, laureato al DAMS di Bologna, è tra i fondatori del Centro Studi per l'Educazione all'Immagine (1980). Nel 1989, con altri esperti europei, ha fondato l'AEEMA (Association Europeenne pour l'Education aux Medias Audiovisuelles), con sede a Bruxelles.

Per la Regione Lombardia ha curato la serie di pacchetti multimediali di didattica del cinema Arrivano i video: il linguaggio del cinema. Organizza, per il Comune di Busto Arsizio, la manifestazione Cartoonia & dintorni: viaggio nel cinema di animazione (11 edizioni dal 1990). Per Medialogo ha realizzato : Library Runner: biblioteche e bibliotecari nell'immaginario cinematografico (1991) Il buio amoroso: spettatori e sale nell'immaginario cinematografico (1994 e, con Patrizia della Porta, Mu come Mu-nari (1996).

Per il Museo Petit Palais di Avignone ha curato la video-installazione Poussiére d'anges: angeli nell'immaginario cinematografico (Avignone, Giugno/Settembre 1998). Patrizia della Porta vive e lavora a Milano e New York. Nel 1969 ha vinto il Parthenon Prize Photo of the World Family dell'UNESCO. E' specializzata nella fotografia di architettura contemporanea e ha esposto in varie gallerie nel mondo.

Dal 1993 si occupa anche di videoinstallazioni. Nel 1996 il suo lavoro fotografico sull'edificio progettato da Marcel Breuer che ospita il Whitney Museum of American Art di New York è stato scelto dal museo americano per creare una complessa e articolata produzione di oggetti di art-merchandising. La sua mostra personale più recente all'estero si è svolta nell'Aprile 1998 presso la galleria PhotoArt, a Soho, New York. Il suo ultimo progetto Mu-seum, che prende suggestione dal gioco incrociato tra l'ideogramma Mu (il vuoto, il nulla in giapponese) e la parola museum (museo in latino/inglese) è dedicato all'esplorazione del concetto filosofico di vuoto attraverso le forme architettoniche.

Immagine
 
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