La Milanesiana - Letteratura Musica Cinema, promossa
dalla Provincia di Milano, è giunta alla terza edizione e torna
a proporci, nelle cornici di Palazzo Isimbardi e dello Spazio Oberdan,
i suoi dialoghi fra scrittura, immagini e note.
Se le tre sezioni del festival si sono sempre più chiaramente
definite, nuove intersezioni sono nate: incontri fra scrittura e
pittura o fra scrittura e fotografia, in "racconti per immagini"
che attraverseranno tutto il festival.
Letteratura
Sarà la Letteratura ad aprire la manifestazione, con Susan
Sontag e un omaggio (il nostro omaggio) all'America. Il festival
si volgerà poi ad altri luoghi, secondo gli intenti delle edizioni
precedenti.
Ospiteremo le voci di quella narrativa non-occidentale - maghrebina,
orientale e mediorientale, sudafricana - che, lungi dall'essere periferica
e marginale (come solo un luogo comune potrebbe far credere), è
riuscita a imporsi all'attenzione
di tutto il mondo, arrivando fino ai Nobel. Ascolteremo le letture
del poeta siriano Adonis e quelle di Tahar Ben Jelloun,
che ci racconterà l'Italia - lui marocchino ma ormai francese
d'adozione - attraverso un Racconto per immagini che sarà
proiettato sulle pagine-schermi "disegnate" da Luca Volpatti
del cortile di Palazzo Isimbardi.
Ritornerà poi, questa volta in viaggio con Proleterka, Fleur
Jaeggy con Michele Campanella, straordinario interprete
per uno straordinario incontro degli Studi Sinfonici-Variazioni, op.
13, di Robert Schumann.
Seguiranno le letture e il Racconto per immagini del Premio Nobel
Gao Xingjian, autore di La Montagna dell'Anima
- un lungo viaggio interiore nel ricordo. Accanto a lui, gli esperimenti
grafici e le ricerche poetiche di Douglas R. Hofstadter
- scienziato e filosofo americano plurilingue, da sempre impegnato
nella riflessione sui rapporti fra creatività e coscienza,
filosofia, poesia e musica, armonie grafiche e armonie musicali, di
cui vedremo gli ambigrammi e alcune pagine dalla
sua Opera Omnia Grafica.
Infine, muovendoci "da soli verso noi stessi", arriveremo
al Sudafrica di Nadine Gordimer, altro Premio Nobel per la
Letteratura, omaggio ulteriore a una periferia (questa volta il sud,
non più l'est) che dalla prima edizione abbiamo voluto
ospitare.
Musica
La sezione musicale non sarà meno versatile; prenderà
forma nello stesso orizzonte globale e con lo stesso gusto trasversale
con cui si è disegnata la sezione letteraria.
Dalle improvvisazioni di Ryuichi Sakamoto, maestro dell'elettropop
e della contaminazione fra ritmi giapponesi, arabi,
americani - accompagnati dal Racconto per immagini della pittrice
Setsuko Klossowska de Rola, épouse de Balthus - ai
suoni d'aria di Roberto Cacciapaglia. Dalle canzoni della olandese
Susanne Abbuehl - studiosa di canto classico, jazz, musica
indiana - commentate dalle fotografie di Roberto Masotti a Jane Birkin
(e verrebbe da dirle Je t'aime, moi non plus),
fino alle sperimentazioni jazz di Chris Potter, autore di Gratitude,
e alla musica elettronica dalle sonorità interattive di Michael
Nyman, allievo di Cage e autore della colonna sonora, tra le altre,
di Lezioni di piano.
Cinema
E infine (o intanto) il Cinema.
Il festival ospiterà quattro grandi cineasti, riproposti fortemente
dalla passione fil(m)ologica di enrico ghezzi:
Jacques Rivette (in un tour visivo di oltre nove ore di proiezioni,
con L'amour fou, L'amour par terre e Va savoir+), Jerzy
Skolimowski (di cui vedremo uno dei capolavori, Deep End, del 1970,
che attraversa il (non)oscuro legame tra adolescenza
e maturità), Tsai Mingliang (di cui verranno proiettati i
capolavori What Time Is It There? e Rebel of the Neon God, premiato
nel 1993 al Festival Cinema Giovani di Torino e mai distribuito in
Italia), presente il suo attore Lee
Kang-Sheng, e il cineasta-filosofo Jean-Paul Civeyrac (con Fantômes
e Le Doux amour des hommes).
Fra cinema e letteratura, ci sarà anche Patrick McGrath (con
Fernanda Pivano e Massimo Rota), autore già famoso
per i suoi romanzi bestseller (da Follia a Martha Peake), protagonista
ora di una nuova sperimentazione: la sceneggiatura
dell'ultimo capolavoro cinematografico di David Cronenberg, Spider,
ispirato al suo romanzo omonimo; la scrittura che si
fa immagine.
La Milanesiana si concluderà il 15 luglio.
La giornata (un altro quasi tour) sarà interamente dedicata
a Luca Ronconi "il maestro della macchina teatrale" (enrico
ghezzi), con proiezioni di Luca Ronconi alle prove di Infinities di
Ariella Beddini (cortesia di Luigi Mattucci, RaiSat), del
film Orlando Furioso e di Lola Montès di Max Ophüls, scelto/suggerito
da Luca Ronconi.
Non ci sarebbe davvero modo migliore per porre termine al nostro festival:
con un regista che, sempre andando controcorrente
e interrogando la fisicità del teatro, la sua irriducibile
corporalità, mescola i generi, le discipline, i modi, i gesti,
gli sguardi, tenendo sempre presente che la conoscenza è Tentativo.
Che è appunto ciò che si è inteso fare e insieme
proporre in questi anni alla Milanesiana - Letteratura Musica Cinema
- da tutte le pArti.
Elisabetta Sgarbi
Direttore artistico
P.S. il tema della Milanesiana - Letteratura Musica
Cinema 2002 è: immagini scritte dal/del mondo.
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