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Palazzo Isimbardi - Corso Monforte 35 - Milano
  NOTE STORICHE

È la sede della Provincia di Milano: l'antico palazzo dei Pallavicini, dei
Taverna, dei Lambertenghi e degli Isimbardi, il cui nucleo originario risale al XV secolo. I numerosi passaggi di proprietà e gli interventi che modificano progressivamente la configurazione dell'edificio fanno da contrappunto alla storia plurisecolare di una nobile residenza che, nel corso dei secoli, si trasforma dalla modesta dimora di campagna degli inizi nel Palazzo signorile che ancora oggi è possibile ammirare.
Successivamente, il significativo cambiamento nella volumetria risalente
alla seconda metà del Settecento, la facciata neoclassica sul giardino di inizio Ottocento, l'ampliamento e i sopralzi di fine Ottocento nel corpo su Corso Monforte sono alcune tappe, fondamentali, nell'evoluzione
architettonica del palazzo, che precedono l'acquisto - avvenuto nel 1935 - da parte della Provincia di Milano.
Con la consulenza artistica dell'architetto Ferdinando Reggiori, l'Amministrazione provinciale definisce un rigoroso progetto di intervento che prevede da un lato il recupero e la valorizzazione di un illustre edificio, dall'altro una nuova costruzione da adibire ad uffici. A Giovanni Muzio, uno dei più prestigiosi architetti del Novecento milanese, si deve la realizzazione del nuovo corpo di fabbrica inaugurato nel 1942.
I bombardamenti del 1943 colpiscono gravemente una parte del palazzo; dal 1950 al 1953, sotto la direzione dell'architetto Reggiori, si susseguono nuovi lavori di ristrutturazione e di restauro, ed è proprio negli anni Cinquanta che viene assunta in modo definitivo la denominazione ottocentesca di Palazzo Isimbardi.
Tra le molteplici opere d'arte presenti nelle sale della Provincia di Milano, campeggia sul soffitto della Sala Giunta una grande tela del Tiepolo che costituisce il gioiello della collezione.
Acquistata nel 1954, quest'opera si affianca alle pitture di Palazzo Dugnani, di Palazzo Clerici, della Cappella di San Satiro in Sant'Ambrogio, le sole opere milanesi del maestro veneto sopravvissute ai bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale.

IL CORTILE

Realizzato nella seconda metà del Cinquecento, il cortile porticato
costituisce il cuore di Palazzo Isimbardi: la pavimentazione in cotto a spina di pesce è mossa da quadrelli in marmo di Candoglia; nel sottoportico e al piano nobile è visibile l'originario apparato decorativo ad affresco.

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