In
epoca moderna, Milano è città del progetto
sin dal decollo della rivoluzione industriale, proponendo
modelli di organizzazione del lavoro dell’economia
e della società che vengono a costituire un punto
di riferimento per tutto il Paese. Agli inizi del Novecento
un esempio tipico può essere fornito dal settore automobilistico.
La città non ha, infatti, partecipato all’invenzione
dell’automobile ma certamente è stata tra le
capitali del motorismo e ancora di più della carrozzeria.
La “forma” automobile trova a Milano la sua migliore
definizione ed è a Milano che esprime, fin dall’inizio
del XX secolo, i migliori esecutori attingendo al vasto serbatoio
di qualificati artigiani specializzati nella costruzione
di carrozze a cavalli. Sicuramente è a Milano, e non
a Torino (città della produzione) che si forma la
leggenda dello stile automobilistico italiano, come di Milano
sono i marchi italiani più prestigiosi, ancora oggi
conosciuti in tutto il mondo Isotta Fraschini e Alfa Romeo.
Ai quali si potrebbero aggiungere quelli di Bugatti (Ettore
Bugatti è milanese) e di Ferrari (Enzo Ferrari nasce
automobilisticamente nella città lombarda).
Filo conduttore
che accomuna queste aziende è il
progetto, il disegno, che resta come tratto distintivo del
territorio milanese. Il design milanese, che dal settore
automobilistico si allarga ad altri ambiti produttivi, nasce
negli anni cinquanta per impulso di architetti come Giò Ponti
e imprenditori come Cesare Brustio e Romualdo Borletti, che
fecero della Rinascente uno dei centri propulsori della diffusione
del design, istituendo nel 1954 il Premio Compasso d'Oro.
Alla Rinascente collaborano in quegli anni molti dei grafici
e progettisti più attivi allora a Milano, come Albe
Steiner, Bruno Munari, Pier Giacomo e Achille Castiglioni,
Marco Zanuso, Roberto Sambonet, etc.. Nel 1956 viene fondata
l’ADI, Associazione per il Disegno Industriale, per
riunire progettisti, imprenditori e intellettuali del nascente "design" milanese.
Rinascente e ADI organizzano per alcuni anni insieme il prestigioso
Premio Compasso d’Oro, fino a quando quest'ultimo viene
donato all'ADI. Mentre le mostre della Triennale diventano
un punto di riferimento internazionale per la cultura del
progetto, nel 1961 nasce il Salone del Mobile di Milano,
e il design di arredamento italiano inizia ad acquisire quel
ruolo di punta che lo porterà, negli anni '90, alla
leadership mondiale. Negli Anni '70 si sviluppa un movimento "radicale" di
critica agli aspetti consumistici del design e di elaborazione
teorica ,attorno al quale si costituiscono gruppi come Alchimia
nel 1976 guidato da Alessandro Mendini e Memphis, nel 1981,
fondato da Ettore Sottsass jr.. Molti designer milanesi hanno
avuto negli ultimi vent’anni un successo internazionale;
la loro produzione è legata non più solo all’arredamento
ma alla moda e ai settori della comunicazione. Le riviste
(“Casabella” nata nel 1928, diretta nel dopoguerra
da Ernesto N. Rogers; “Domus”, fondata nel 1928
da Gio’ Ponti e da lui diretta fino al 1940; “Abitare”,
fondata nel 1961 e diretta da Piera Peroni; “Modo” fondata
nel 1977 da Alessandro Mendini), divengono luogo di dibattito
interdisciplinare sui temi del design, dell’architettura
e dell’urbanistica, e nuove scuole di formazione professionale,
dopo la "storica" Scuola Politecnica, sorgono a
Milano: l’Istituto Europeo di Design, la Domus Academy,
a livello postuniversitario e la più recente Facoltà di
Disegno Industriale presso il Politecnico (1995).
In realtà questi nomi non sono che l’aspetto
più appariscente di una miriade di attività costruttive
che hanno caratterizzato l’economia di Milano e dell’intera
Provincia dal 1900 al 1970, contribuendo addirittura a plasmare
la città e a garantirle benessere e lavoro. Milano,
la Provincia e la Regione vantano un numero incredibile di
primati tecnologici, alcuni dei quali straordinari.
Oggi,
nei patrimoni delle imprese, ritroviamo la memoria di questa
vicenda storica e i materiali per un programma
museale rivolto al futuro e capace di trasformare questa
eredità in una risorsa per le generazioni avvenire.
In particolare, nell’identità contemporanea
del territorio milanese, gioca un ruolo decisivo la storia
materiale del design, della moda, della finanza.
La vita della città è scandita da appuntamenti
che ne riflettono la vivacità progettuale e costituiscono
stimoli per nuove ricerche. Ne sono un esempio le fiere di
Milano (della moda, del design, etc...) che catalizzano un’elevatissima
attenzione internazionale e sono accompagnate a momenti ed
eventi di riflessione culturale sul progetto che crescono
di anno in anno. La mission della città, nel panorama
economico globale in cui la produzione si sta spostando al
di fuori del territorio nazionale, è sempre più rivolta
all’ideazione e allo sviluppo dell’aspetto “soft” della
produzione, di cui il sistema dei musei d’impresa restituisce
il valore.
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