Un viaggio nei luoghi di culto lombardi inizia sicuramente da Milano. Infatti, fin dal sorgere delle prime comunità cristiane il capoluogo assume un ruolo centrale. Fenomeno urbano per eccellenza, il cristianesimo si diffonde a partire da qui, dalla città. Indelebile è l'impronta di sant'Ambrogio, primo patrono della diocesi dal 374 al 397. Per sua volontà, le vie che si irradiano dal centro vengono abbellite da grandi basiliche ancora oggi esistenti, pur con interventi medioevali: le chiese delle Vergini (ora S. Simpliciano), dei Martiri (S. Ambrogio), degli Apostoli (S. Nazaro). La chiesa dei profeti (S. Dionigi) è invece distrutta, e la basilica palatina di S. Lorenzo è anteriore.
Divenuta capitale di fatto del Regno d'Italia carolingio e ottoniano, Milano si arricchisce di opere straordinarie, come l'altare d'oro di Vuolvinio (835) nella basilica di S. Ambrogio, e la cappella di Ansperto (IX secolo) nella chiesa di S. Satiro. La città medioevale è in parte ricostruita dopo le distruzioni di Federico Barbarossa (1162). Nel XII secolo, con la riforma dell'ordine benedettino, vengono costruite le importanti abbazie a sud di Milano: Chiaravalle, Viboldone e Morimondo. Anche gli ordini mendicanti promuovono nuove chiese: i domenicani S. Eustorgio, e gli agostiniani S. Marco. Nel 1386 inizia la costruzione del nuovo duomo, voluto da Gian Galeazzo Visconti, e realizzato in forme tardogotiche che richiamano i grandi modelli d'Oltralpe.
Con il rinascimento, per impulso degli Sforza, si intraprendono importanti costruzioni: la cappella Portinari a S. Eustorgio con gli affreschi del Foppa, la chiesa e il convento di S. Maria delle Grazie con il celebre affresco leonardesco dell'Ultima Cena, la cappella Grifi di S. Pietro in Gessate (culmine dell'arte lombarda di Butinone e Zenale), la nuova S. Satiro con il presbiterio progettato da Bramante, la sala capitolare di S. Maria della Passione con le tavole del Bergognone.
Il primo Cinquecento vede all'opera grandi pittori, come Gaudenzio Ferrari, Bernardino Luini e il Bramantino. Le chiese di S. Maria dei Miracoli e di S. Maria della Passione sono gli esempi architettonici più illustri. E' il preludio all'età di Carlo Borromeo, vescovo dal 1560 al 1584 e riorganizzatore della vita diocesana secondo le norme del Concilio di Trento. A lui e ai suoi successori, soprattutto Federico Borromeo e Giuseppe Pozzobonelli, si deve un intervento capillare sull'architettura sacra. I capisaldi sono le chiese di S. Fedele, S. Alessandro in Zebedia e S. Bernardino alle Ossa. Con la soppressione di alcuni ordini religiosi fra Sette e Ottocento, molti complessi vengono distrutti. Le nuove architetture ottocentesche hanno un caposaldo neoclassico in S. Carlo al Corso. Poi è la volta dell'eclettismo che, fino ai primi decenni del Novecento, ispira diverse chiese in stile, come S. Gioachimo, S. Agostino ai Salesiani, S. Camillo e S. Maria del Buon Consiglio, coinvolgendo sempre più strettamente la periferia.
Per saperne di più:
Chiese di campagna, abbazie e conventi
Oltre un millenio di arte sacra