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Passions - Maria Grazia Lunardi Gherardini - Dal 23 settembre al 15 ottobre 2004
Chouette, olio su carta, 70x100Da secoli gli artisti italiani amano ispirarsi all’ oriente; o, se vogliamo essere più precisi, al mondo esotico, visto che la definizione di mondo orientale é piuttosto ambigua. Ma non solo si tratta di un argomento di imprecisata fisionomia; nello scorrere del tempo se ne sono date interpretazioni assai diverse, da quelle sentimentali a quelle drammatiche, da quelle ariose a quelle cupe, da quelle direttamente descrittive a quelle fantastiche quanto immaginarie. Fermiamoci al mondo islamico, in cui si inseriscono le opere di Marlena Ratti qui presentate; tale mondo, pur mantenendo una caratterizzazione iconografica che lo rende subito riconoscibile, si presta a una larga varietà di intonazioni. Addirittura, facendo tesoro di una lunga consuetudine con lo Yemen, Marlena Ratti giunge a interpretarne i connotati ai limiti del caricaturale, valendosi di una deformazione pittoresca che se da un lato esalta la godibilità descrittiva dei luoghi raffigurati, dall’ altro punta sulla manipolazione sia degli elementi naturali sia delle strutture architettoniche.

Sana’a, olio su tela, 35x50A dire il vero l’architettura araba, e quella yemenita in particolare, si presta a una lettura teatrale: é come se forme ponderali, apparati decorativi, personaggi fossero visti su un palcoscenico; Marlena vi aggiunge di suo una visione beffarda di questo ritmico splendore, o, diciamo meglio, un’interpretazione ludica sia nelle immagini dei volti sia nel contesto paesistico: la bellezza elegante del mondo arabo può farsi, mercé la colorita modellazione di ambienti e personaggi, una sapida rivisitazione. Che giunge anche, quando abbandona di proposito eleganze ritmiche, a una comicità violenta. Marlena conosce a fondo lo Yemen, e specie la città di Sana’a; lo conosce e lo ha vissuto a lungo; può quindi permettersi questa manipolazione spietata e dissacratoria che non toglie alle visioni il loro fascino suggestivo ma sottolinea una libera confidenza con i luoghi e con le persone; non si tratta di uno scherzo beffardo ma di un segnale di familiarità. Tuttavia, poiché esso si rivolge ad un pubblico europeo che per la gran parte non ha visitato queste terre - non si tratta dell’ oriente più frequentato dai turisti - ne scaturisce un’ immagine misteriosa ricca di seduzione; uno spettacolo, dunque: quasi a sottolineare la possibile identificazione tra reale e immaginario.
Rossana Bossaglia

Sana’a, pigmenti su alabastro, 25x25Un’ innata predisposizione alla pittura si manifesta immediatamente in Marlena Ratti. Sutherland, amico personale del padre, consiglia di avviarla anche agli studi artistici e ne segue l’opera con crescente interesse. É presente a Brera e frequenta l’Ecole Supérieure des Beaux-Arts a Parigi. L’incontro con Marc Chagall e la frequentazione del suo atelier svolgono un ruolo determinante nella formazione dell’artista, che con il Maestro mantiene sempre una profonda, autentica amicizia. Una mostra a Palazzo Pitti in Firenze con Primo Conti le dà nuovi sviluppi conoscitivi e riferimenti artistici. Una vita continuamente in viaggio, fisicamente ed intellettualmente, mostre ed esposizioni in tutto il mondo, dal Moma di New York al Louvre, al Grand Palais e alla Grande Arche parigini, da Delhi a Hong Kong, a Sana’ a, la magica capitale dello Yemen, fino al museo di Ulaan Baatar. Quale membro a vita della Société des Artistes Français è annoverata tra i pittori di Francia. A Milano ricordiamo le sue esposizioni al Museo della Scienza e della Tecnica, alla Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco, alla Banca Popolare di Milano, in San Pietro in Gessate, in Santa Maria della Passione.