L'obiettivo è duplice.
Da un lato, coinvolgere attivamente gli uomini, soprattutto le giovani generazioni e le figure educative, in una riflessione sulla relazione tra i generi e sulla violenza.
Dall'altro, sensibilizzare e formare tutti i soggetti che per motivi professionali e di volontariato possono trovarsi a confronto con situazioni di violenza, che non sempre viene denunciata o manifestata (dagli insegnanti agli avvocati, dai servizi ai luoghi di lavoro ecc).
Per raggiungere questo obiettivo sono state previste diverse azioni:
"Partendo dalla constatazione che la violenza contro le donne riguarda innanzitutto gli uomini, il documentario vuole raccontare il processo di mutamento della coscienza e della consapevolezza maschile nei confronti della violenza, affrontando alcuni dei temi centrali di questa drammatica problematica: quali sono gli stereotipi culturali che alimentano la violenza nei confronti delle donne? Qual è il lavoro che si sta facendo per cambiare questa mentalità "patriarcale" a partire dalle scuole, dai luoghi di lavoro, dai linguaggi della comunicazione, dalle carceri? Com'è cambiato il rapporto tra i nuovi padri e i propri figli?" spiega Elisabetta Francia, ideatrice e regista del video documentario.
Il documentario dà la parola agli uomini: quelli violenti e quelli che potrebbero diventarlo, ma anche quelli che si schierano contro e quelli che per la loro professione vengono a contatto con situazioni di violenza.
Attraverso una serie di interviste con uomini di età ed esperienze di vita diversi, realizzate in contesti molto differenti tra loro, il documentario racconta l'immaginario collettivo in cui viviamo.
"Molti i punti di vista rappresentati e raccontati: giovani studenti, ragazzi che si confrontano con i loro genitori o con i loro coetanei, magistrati, carabinieri, operatori del 118, ascoltatori radiofonici, maltrattanti, detenuti" dice Cristina Stancari, Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Milano "Immagini e parole che inducono a riflettere su un argomento che, spesso, giudichiamo ancora troppo distante da noi, dalla nostra vita e dal nostro quotidiano, ma che purtroppo riguarda ancora milioni di donne in tutto il mondo.
"Per combattere la violenza contro le donne dobbiamo tutti impegnarci per creare nuove consapevolezze e nuovi percorsi, per superare gli stereotipi e per cambiare atteggiamenti e comportamenti di giovani e adulti. Si usa la violenza quando non siamo in grado di usare la forza della parola"
Sono stati realizzati due percorsi che hanno coinvolto due diverse realtà territoriali.
a. In collaborazione con il Comune di Bareggio e la Cooperativa Spazio Giovani (da anni attiva su questo territorio nella gestione di attività rivolte ai giovani) sono state realizzate una serie di video-interviste con gruppi di ragazzi di 2 fasce di età (14-18 anni e 19-34 anni) appartenenti a contesti aggregativi differenti (Centro Polifunzionale del Comune di Bareggio e due oratori).
Con il materiale raccolto sono stati realizzati due video didattici (interviste modello televisivo "Le iene") utilizzati successivamente come strumento di lavoro con i ragazzi stessi. Il primo video (ragazzi 14-18 anni) pone l'attenzione specificatamente sul fenomeno internet/rischi connessi (cyberbullismo, predatori online) mentre il secondo (ragazzi 19-34 anni) vuole indagare i rapporti di coppia in relazione alle problematiche legate allo stalking.
I video, in seguito, sono stati utilizzati (nell'ambito di alcuni incontri formativi) con i ragazzi che vi hanno preso parte e non solo per tematizzare e approfondire alcune tematiche specialmente nell'ambito della violenza psicologica (insulti, ricatti, controlli, etichettamenti, pregiudizi, esclusione dal gruppo dei pari, ecc…) da parte di soggetti del mondo maschile. Nello specifico si è approfondito il discorso relativo allo stalking e più in generale ai rapporti di coppia andando prima ad analizzare e, in seguito, a migliorare e sviluppare alcune competenze sociali di base (like skills) che l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la Regione Lombardia (Linee Guida in tema di prevenzione – www.famiglia.regione.lombardia.it – settore famiglia e solidarietà sociale) configurano come fattori protettivi (comunicazione efficace, autostima, autoironia, capacità di risolvere problemi e di prendere decisioni).
b. In collaborazione con il Comune di Rozzano e l'Associazione Filo di Arianna, è stato promosso un intervento di prevenzione rivolto a 2 classi prime dell' Istituto di Istruzione Superiore "Italo Calvino".
Gli obiettivi sui quali si è programmato l'intervento sono stati quelli di sensibilizzare sulla tematica della violenza sulle donne, informare su alcune delle possibili modalità comportamentali nel caso di violenza subita o subita da altri, trattare i rischi connessi all'utilizzo delle nuove tecnologie e l'argomento dei predatori on-line nonché di accrescere il senso critico -positivo- degli studenti e di sviluppare dei fattori di resistenza, per affrontare al meglio possibili situazioni di difficoltà.
L'intervento è stato sviluppato nell'arco di 4 giornate ed è stato cosi strutturato:
- 3 incontri da 2 ore l'uno per ogni classe.
- Colloqui individuali "liberi" per gli studenti.
Gli interventi hanno avuto anche una sensibile ricaduta sul lavoro dei docenti; alcuni di loro, infatti, hanno poi ripreso con i ragazzi, nell' ambito delle rispettive discipline di insegnamento, alcuni degli argomenti trattati nei laboratori.
I laboratori sono stati affidati a ALA Milano Onlus - www.alainrete.org
Con l'obiettivo di sviluppare competenze specifiche degli attori di varie culture organizzative e professionali e di favorire la conoscenza reciproca tra i diversi soggetti che, a vario titolo sul nostro territorio, intercettano il fenomeno della violenza in tutte le sue forme, sono in fase di realizzazione 3 percorsi di formazione in tre diversi ambiti della provincia di Milano, con il coinvolgimento dei relativi Piani di Zona (Trezzo sull'Adda, Bareggio, Opera).
Ai corsi partecipano assistenti sociali comunali, psicologi dei consultori familiari, volontari delle associazioni del terzo settore, forze dell'ordine, che si confrontano su diversi temi:
• Ascolto della vittima: la domanda, la presa in carico, l'alleanza tratta mentale.
• Aspetti legislativi e risorse giuridiche.
• Psicologia e presa in carico dei sex offenders, dei maltrattanti e degli stalkers.
• Interventi di mediazione nei casi meno gravi.
• Vittimologia.
• Supervisioni e rete permanente di intervisione e consulenza per la prevenzione ed il trattamento della violenza di genere.
La formazione è stata affidata a Centro Italiano per la Promozione della Mediazione - www.cipm.it
Alla realizzazione del progetto hanno partecipato: