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7 pittori nella Milano degli Anni Ottanta
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dal 6 ottobre al 21 novembre
I sette Artisti
Gianfranco Ferroni, nato a Livorno il 22 febbraio 1927, ha partecipato ad importanti mostre nazionali ed internazionali, tra le altre, la Biennale di Venezia, nel 1958, 1964, 1968, 1982. È morto a Bergamo nel 2001.
G. Ferroni, Natura morta con cartoccio azzurro, 1958, olio su tela, cm. 80x55Nello studio che Ferroni dipinge desolato, luminoso e risonante, come fosse, pur così preciso, lontano da ogni verità, avvengono miracoli opposti: tutto è detto, indagato ed esposto, con una precisione ed un nitore così ossessivi che da essi si sprigiona il mistero delle cose; ma è un mistero, attraverso le cose, della nostra vita, della materia, dell’immanenza. Nelle opere di Ferroni degli anni settanta, quelle per cui si unisce, facendone un poco da fulcro, al gruppo di pittori qui presentato, si sentono convivere, in un abbraccio inatteso, angoscia e amore. E ne nasce una poesia figurativa tra le più intense.



Sandro Luporini è nato a Viareggio il 12 luglio 1930. Studia ingegneria all’Università di Pisa. Nel 1953 decide di dedicarsi alla pittura e si trasferisce a Roma.
S. Luporini, Apparizione gabbiano, 1998-99, olio su tela, cm.60x80Nel 1963 si lega alla galleria “Il Fante di Spade” e nel 1983 all’Adac di Modena. Luporini da sempre ha unito alla pittura una parallela attività letteraria: è stato infatti per quasi quarant’anni il coautore delle canzoni e dei testi teatrali interpretati da Giorgio Gaber. Nell’opera pittorica di Sandro Luporini la luce è protagonista. Vela le apparenze, svela la realtà; appare mutabile, varia, si modifica sottilmente, e quasi delicatamente, secondo gli oggetti su cui si posa. Luporini ha uno straordinario modo di comporre l’immagine. Nei suoi quadri vi è un contrasto misuratissimo e suggestivo tra la penombra della stanza e lo splendore dell’aria e la spiaggia che digrada oltre la balaustra.


Giuseppe Bartolini è nato a Viareggio il 6 giugno 1938. Consegue il diploma di maturità artistica e frequenta la facoltà di architettura a Firenze.G. Bartolini, Orto Botanico, 2003, olio su tela, cm.70x70
La Pittura di Bartolini si è a lungo soffermata sull’analisi del territorio pisano realizzando sulla città di Pisa alcune delle sue opere di maggiore impegno. Dipinge esterni, non si può dire paesaggi; da sempre però, non a periodi; è l’unico del gruppo a farlo. Certo il sentimento dello spazio è diverso; anche la luce e la poesia. Le sue immagini, pur così nitide, luminose, intatte e come risonanti, contengono un sottile strazio; dal cielo terso e uguale, dall’assenza di persone, dalla bellezza che gli oggetti anche più infimi e corrotti contengono e mostrano, dall’immobilità del tutto, esala una malinconia aspra, come sorpresa e fusa entro la luce.


Giuseppe Biagi è nato a Viareggio il 3 febbraio 1949. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Carrara, si iscrive da prima alla facoltà di architettura di Firenze, poi alla Facoltà di Lettere di Pisa.G. Biagi, Autoritratto sul cavalletto, 1981, olio su tavola, cm. 44x57 Partecipa ad alcune iniziative sul finire degli anni sessanta con un’intensa produzione informale. Vive e lavora a Viareggio. Nelle opere degli anni ottanta la luce di Biagi è uno straordinario artificio mentale; si stende delicata, omogenea, evanescente, medianica, tutta contesa di grigi, di perle, di nebbie, e il chiarore che suscita è così diffuso e unito da sembrare quello di un ricordo.
Nelle opere ultime, il segno, l’inventiva, un ordine mentale che crea, che compone e scompone ogni cosa su cui lo sguardo di Biagi si pone, porta l’osservatore a ritrovare un ordine che sta nelle cose, e che spesso ci sfugge perché non riusciamo a decodificarle.



Lino Mannocci è nato a Viareggio il 13 aprile 1945. Nel 1968 si trasferisce a Londra. Vive e lavora a Londra e Montigiano.L. Mannocci, Un altro miracolo, 1984, olio su tavola, cm. 40,3x50,8
Anche Mannocci, come Biagi, è oggi attratto dall’informale. Ed è interessante la ricerca che conduce da tempo in questa esperienza che dalla metà degli anni ottanta si va sempre più caratterizzando.
La particolarità che in questa mostra emerge è il passaggio graduale ma determinato che lo porta non tanto alla negazione delle passate esperienze, ma a fare di queste materia di elaborazione. Finissima è la sua materia e la luce di questi quadri delicata, lievemente magica, tutta impastata di colore e come dal colore stesso emessa.




Giorgio Tonelli è nato a Brescia il 5 settembre 1941. Si laurea in giurisprudenza all’Università di Pavia nel 1964. Inizia a dipingere professionalmente nel 1970. G. Tonelli, Sedia e drappo, 1968, olio su zinco, cm. 29,5 x 25
All’inizio degli anni novanta si è trasferito a Bologna dove tuttora vive e lavora. Da diversi anni è uno degli artisti di maggior prestigio della Galleria Forni di Bologna con la quale ha esposto nelle più diverse parti del mondo. Tonelli sembrava, in certe opere di qualche anno fa, voler concedere alla pop-art iperrealista; ma era un errore di visione e di giudizio, crederlo, poiché la sua pittura, come quella di tutti gli altri artisti del gruppo, era anzi all’opposto; molto distante dalla pop-art e dall’iperrealismo non soltanto perché non palesava nessuno dei loro vizi, ma proprio, e ciò è fondamentale, per la disposizione del sentimento e la qualità della poesia.


Bernardino Luino è nato a Latina il 27 marzo del 1951. Frequenta i corsi di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e Firenze. Nel 1976 si trasferisce a Milano. B. Luino, Letto con cuscini blu, 1979, olio su tavola, cm. 80,5 x 70,5
Nel 1978 si impegna con l’Adac di Modena. Nel 1985 inizia un rapporto di collaborazione con la Galleria Henoch di New York che gli organizza mostre in diversi Stati americani.
Le nature morte di Luino sono palpitanti tracce d’esistenza. Il lenzuolo ha tutte le tracce antropomorfe del corpo che l’ha sgualcito e che presto lo sgualcirà ancora, e il limone è gonfio del sole che lo ha maturato; le tovaglie e i lini si increspano di pieghe e di forme, le stanze, e gli spazi sono proprio ciò che sembrano: vale a dire quinte quotidiane e domestiche in cui l’autore trascorre gran parte della vita, in cui si formano i pensieri e trascorrono le parole dette o solo pensate.